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23 settembre 2017

La Vigilia di Natale

Quando la Signora gli fu accanto, il vecchio albero, aiutato da un soffio di vento, cercò di farle un inchino, ma la sua scorza antica gli permise appena di piegare le dita… i suoi rami più alti… Fu allora che lei lo guardò e sorrise.

“Chi sei” mormorò con voce di vento l’albero.

“Sono la Vigilia… la Vigilia del Tempo… ” e, dicendo quelle parole, aprì le mani e da esse ne uscì una luce così intensa, che per un istante ogni cosa attorno sembrò sparire, offuscata da quell’intenso bagliore.

“Io vado per il mondo a regalare la luce, il sentimento che hai provato… è il mio dono, che riempie di magia ogni attesa… Regalo me stessa, la Vigilia del Tempo alle creature… rendo eterna la loro gioia… – il loro attendere l’attesa… – “.

L’albero non disse nulla… ma la Signora avvertì lo stesso la sua immensa solitudine… scrollò il capo, gli sorrise e continuò:

“Con me, questa volta, ho portato per te qualcosa di più… ma è il cuore ed il sogno di quegli eterni bambini che devi ringraziare… ora quegli uccellini voleranno di nuovo verso il loro risveglio, ma questa notte… aspettali ancora ! Torneranno… ed anch’io ci sarò… “.

Riuscì appena a capire quelle ultime parole, che sentì un frullio d’ali allontanarsi… e le sue braccia tornare spoglie…

Il vecchio albero non poteva immaginare cosa sarebbe accaduto, ma un profondo senso di dolcezza e di gioia lo attraversò dalle radici ai rami più alti, fino a sfuggire verso il cielo. Anche la Signora era svanita nel nulla e il giorno cominciò a correre veloce, come le nubi sopra di lui, volando sopra la sua chioma spoglia. Quell’attesa fu dolce, rapida come il volo del falco… fu quasi un sorriso… poi, la sera giunse silenziosa, discreta… quasi in punta di piedi.

Il cielo era limpido e l’aria fredda e pungente… l’albero guardò le mille stelle occhieggiare verso l’infinito. Poi, d’improvviso, udì un battere d’ali farsi sempre più vicino, finché sentì di nuovo posarsi sulle sue braccia i due uccellini. Da un raggio di Luna scese la Signora della Vigilia del Tempo… e si fermò ai piedi del vecchio albero… I due uccellini, ad un cenno di quella dolce creatura, presero a tuffarsi nel cielo e a riportare, ad ogni volo, un frammento di stella, per posarlo ora qua ora là sui rami dell’albero.

In poco tempo… quel vecchio tronco divenne l’albero più bello che la Vigilia avesse mai visto… e, quando con un sorriso stava per ringraziare di quel dono meraviglioso… la Signora del Tempo lo fermò e gli disse:

“No, non ringraziare me… Questo dono è opera di quei due bimbi, che nei loro sogni, hanno voluto regalarti una vigilia di Natale tutta loro… Ora, io aggiungerò il mio regalo… ” e nel pronunciare quelle parole, aprì di nuovo le mani e quella luce che aveva già visto all’alba, uscì di nuovo ed entrò nel tronco, come un alito… linfa d’amore.

“Io… ” disse la Signora “…aggiungerò a questa vigilia del Natale… anche la Vigilia dell’Eternità… Da oggi, ogni notte, ogni istante, sarà vigilia… un’eterna vigilia… sarà l’attesa più dolce di tutti i tuoi desideri. E la tua vita non conoscerà più buio né malinconia. Tutto l’amore che hai sempre regalato al Tempo, oggi il Tempo te lo renderà… ”

Nella radura, accanto al vecchio tronco, quella notte… dai petali di un bucaneve scesero stille dai mille colori. Non seppi mai se fu rugiada o se fu pianto… e, da allora, ogni notte… quegli uccellini tornano ad accendere quel cuore con mille luci rubate in cielo… e quell’albero è ancora là… ad aspettare felice, un giorno che non verrà… perché di eterna vigilia è diventata la sua vita.

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