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17 agosto 2017

Fiaba : I tre capelli d’oro del diavolo

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C’era una volta una povera donna che diede alla luce un maschietto: e poiché‚ il neonato aveva indosso la camicia della fortuna, gli predissero che a quattordici anni avrebbe sposato la figlia del re. Dopo pochi giorni il re in persona giunse nel villaggio e, senza farsi riconoscere, domandò che cosa vi fosse di nuovo. “Oh,” gli risposero, “è nato un bambino con la camicia della fortuna: a quattordici anni sposerà la figlia del re.” Al re la notizia non piacque, così andò dai poveri genitori e domandò se volessero vendergli il loro bambino. Dapprima questi rifiutarono, ma poi, siccome lo sconosciuto insisteva tanto offrendo oro in quantità e loro non avevano neanche il pane quotidiano, finirono con l’accettare e pensarono: E’ un figlio della fortuna, non gli mancherà nulla.

Il re prese il bambino, lo mise in una scatola e prosegui a cavallo, finché‚ giunse a un corso d’acqua profonda; vi gettò dentro la scatola e pensava: “Così non diventerà il marito di mia figlia.” Ma la scatola galleggiò e, per grazia di Dio, non vi entrò neanche una goccia. Fu trascinata dalla corrente fino a un mulino, a due miglia dalla capitale, e là s’impigliò nella diga. Il garzone del mugnaio la vide e la tirò a riva con un uncino; pensava di trovarci dentro del denaro, tanto era pesante, invece, quando l’aprì, trovò un bel bambino allegro e vispo. Il mugnaio e sua moglie non avevano figli, perciò furono contenti, e dissero: “E’ un dono di Dio.” Così ebbero cura del trovatello, e questi crebbe pieno di virtù.

Quando furono trascorsi circa tredici anni, un giorno il re capitò per caso al mulino e domandò ai mugnai se quel ragazzo fosse loro figlio. “No,” risposero questi. “Il garzone lo ha trovato in una scatola che era arrivata galleggiando fino alla diga.” – “Quanti anni fa è successo?” domandò il re. “Circa tredici anni fa.” – “Sentite,” egli proseguì, “il ragazzo non potrebbe portare una lettera a Sua Maestà la regina? Mi renderebbe un gran servizio e, per questo, sarei disposto a ricompensarlo con due monete d’oro.” – “Come comanda Sua Maestà,” disse il mugnaio. Ma il re, accortosi che era proprio quel figlio della fortuna, scrisse una lettera alla regina nella quale si diceva: “Appena arriverà il ragazzo con questo scritto, sia ucciso e seppellito, e tutto ciò sia fatto prima del mio ritorno.”

Il ragazzo s’incamminò con la lettera, ma si smarrì e la sera si trovò in una gran foresta. Nell’oscurità vide un lumino, vi si diresse e giunse a una casetta. Dentro non vi era altri che una vecchia che si spaventò nel vederlo entrare e disse: “Donde vieni e dove vai?” – “Vado da Sua Maestà la regina; le devo portare una lettera, ma mi sono smarrito e vorrei pernottare qui.” – “Povero ragazzo,” disse la donna, “sei capitato in una casa di briganti, quando saranno di ritorno ti uccideranno.” – “Sono così stanco che non ce la faccio a proseguire,” rispose egli. Mise la lettera sul tavolo, si sdraiò su di una panca e si addormentò. Quando rientrarono i briganti e lo videro, domandarono chi fosse lo sconosciuto. “L’ho accolto per compassione,” disse la vecchia, “deve portare una lettera alla regina e si è smarrito.” I briganti presero la lettera, l’aprirono e lessero che il ragazzo doveva essere ucciso. Allora il capobanda la stracciò e ne scrisse un’altra dove si diceva che il ragazzo, al suo arrivo, doveva sposare la figlia del re. Poi lo lasciarono riposare fino al mattino, quindi gli diedero la lettera e gli indicarono il cammino per arrivare dalla regina. Non appena ebbe letto il messaggio, questa fece preparare le nozze, e poiché‚ il figlio della fortuna era di bell’aspetto, la figlia del re lo prese volentieri come marito, ed essi vissero felici insieme.

Qualche tempo dopo il re fece ritorno al castello, e quando vide che la profezia si era avverata e che il figlio della fortuna era sposo di sua figlia, domandò, sbigottito: “Come sono andate le cose? Che ho scritto nella lettera?” – “Caro marito,” disse la regina, “qui c’è la tua lettera, leggila tu stesso.” Il re lesse e capì subito che era stata scambiata e domandò al giovane che ne fosse stato dello scritto che gli aveva consegnato. “Non ne so nulla,” rispose, “devono avermela scambiata mentre dormivo.” Ma il re incollerito disse: “No, così non va! Chi vuole mia figlia deve riportarmi dall’inferno i tre capelli d’oro del diavolo; se me li porti potrai tenerti mia figlia.” – “Li avrò,” rispose il figlio della fortuna. Si accomiatò da sua moglie e incominciò il suo viaggio.

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