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27 luglio 2017

La fiaba di Pinocchio

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C’era una volta un falegname di nome Geppetto. Aveva costruito un burattino di legno e l’aveva chiamato Pinocchio.

“Come sarebbe bello se fosse un bambino vero!” sospirò quando
finì di dipingerlo.

Quella notte, una buona fatina esaudì il suo desiderio. “Destati, legno inanimato, la vita io ti ho donato!” esclamò toccando Pinocchio con la bacchetta magica.

“Pinocchio, dimostrati bravo, coraggioso, disinteressato,” disse
la Fata, “e un giorno sarai un bambino vero!” Poi, rivolta al Grillo Parlante: “Io ti nomino guida e consigliere di Pinocchio,” aggiunse prima di svanire tra mille bagliori di luce.

Figurarsi la gioia di Geppetto quando scoprì che il suo omettino di legno poteva muoversi e parlare! La mattina dopo lo mandò a scuola. “Addio figliolo, torna presto!” Pinocchio, disubbidiente, andò invece da Mangiafuoco, un burattinaio che promise di renderlo famoso.

Si divertì molto a cantare e ballare con le altre marionette. Ma, finito lo spettacolo, Mangiafuoco lo chiuse in una gabbia. All’improvviso, ecco apparire la Fata Azzurra:

“Perchè non sei andato a scuola?” gli chiese. Pinocchio rispose con una bugia e subito il suo naso cominciò a crescere… Solo
quando disse la verità, la Fata lo liberò e il naso ritornò normale.

Tornando a casa, Pinocchio vide una diligenza carica di ragazzi festanti. Il postiglione gli disse che era diretta al Paese dei Balocchi, dove i bambini potevano fare tutto quello che volevano.

“Pinocchio, torna indietro!” lo rincorse il Grillo. Ma il burattino
non lo ascoltò. Lì Pinocchio fece amicizia con Lucignolo: i due mangiavano dolci a più non posso e si divertivano moltissimo.

Ma ben presto scoprirono che i ragazzi svogliati e maleducati che
finivano in quel paese venivano tramutati in asinelli. Quando anche a lui spuntarono due orecchie lunghe e la coda, Pinocchio scappò disperato, seguito dal fedele amico Grillo.

Insieme, tornarono poi alla casa di Geppetto, ma non trovarono nessuno. “Chissà che cosa gli sarà accaduto!” In quel momento, una colomba portò loro un messaggio: Geppetto, mentre cercava Pinocchio, era stato inghiottito da una balena e adesso era suo prigioniero.

“Voglio salvarlo!” decise il burattino.

Giunto al mare, si tuffò e sul fondo trovò il babbo nella pancia
della balena. Ma come uscire di là?

Accesero allora un gran fuoco: il fumo fece starnutire la balena, che spalancò la bocca. Pinocchio e Geppetto scapparono su una zattera. Il burattino aiutò il suo babbo a nuotare in mezzo alle altre onde: giunti a riva però, per il grande sforzo svenne.

Addolorato, Geppetto lo portò a casa. Ma la Fata risvegliò Pinocchio e, come promesso, premiò il suo coraggio e la sua bontà trasformandolo in un bimbo vero!

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